La legge e il buonsenso

Quando si viaggia, si entra in contatto con realtà differenti. Di conseguenza, anche per evitare problemi, è sempre opportuno avere presente il quadro normativo generale che regola il possesso di animali.

Di seguito alcuni consigli utili, dettati in parte dalla legge, in parte dal buon senso, da seguire per una vacanza il più possibile serena in compagnia del proprio animale.


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- ISCRIVI IL TUO CANE ALL'ANAGRAFE CANINA
- PORTA CON TE IL SUO LIBRETTO SANITARIO
- SE SI PERDE CERCALO NEL CANILE PIU' VICINO
- IN CONDOMINIO FAVORISCI UNA PACIFICA CONVIVENZA
- AIUTA GLI ANIMALI ABBANDONATI E FERITI
- DENUNCIA SEMPRE I MALTRATTAMENTI
- DENUNCIA IL TRASPORTO DELLE SPECIE IN VIA D'ESTINZIONE
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IN CONDOMINIO FAVORISCI UNA PACIFICA CONVIVENZA


Anche in vacanza la convivenza in condominio può diventare problematica, se alcuni inquilini si lamentano per la presenza di un cane, magari perché particolarmente rumoroso.

A dettare legge da questo punto di vista sono i regolamenti condominiali, che variano da condominio a condominio. Ci sono regolamenti che vietano la presenza di cani in uno stabile, altri che impediscono il soggiorno degli animali in aree comuni.

Questi documenti possono essere modificati, ma non è così semplice: per farlo, è necessario indire dapprima un'assemblea tra tutti gli inquilini che, all'unanimità, richieda la modifica, e successivamente un'assemblea che, sempre all'unanimità, approvi il nuovo testo.

In sostanza un regolamento condominiale può essere modificato solo se tutti i proprietari delle abitazioni sono d'accordo.
Quindi se la maggioranza dei condomini dovesse decidere di modificare il regolamento di un condominio per non accettare più i cani all'interno dello stabile, ma anche uno solo dei proprietari di un appartamento non fosse d'accordo, il regolamento non potrebbe essere modificato

I vicini scontenti potranno solo cercare di sporgere denuncia ai sensi dell'articolo 659 del codice penale. Affinché si configuri il reato, "è necessario che i rumori siano obiettivamente idonei ad incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone". Rimane però a loro carico riuscire a dimostrare che i contenuti di tale denuncia siano fondati.

Ricordiamo, infatti, che i cani sono legittimati ad abbaiare in quanto si tratta di una loro espressione naturale e possono scattare provvedimenti, solo di natura amministrativa, nell'unico caso in cui un eventuale fastidio non sia lamentato dai soli vicini di casa, ma "i latrati, eccedendo il limite della normale tollerabilità, realizzino una potenziale offesa alla quiete di una collettività indifferenziata di persone" (Cassazione Penale 19 aprile 2001).

Risulta quindi evidente che nessuno può chiedere con raccolta di firme o maggioranze di assemblea l'allontanamento di un cane o di un gatto. Rimane, comunque, responsabilità dei proprietari di animali cercare di favorire una pacifica convivenza con gli altri inquilini, evitando situazioni che possano creare problemi e disturbo.

Infine qualche consiglio per chi decide di affittare un appartamento: innanzitutto è bene verificare che il contratto di affitto e il regolamento condominiale non vietino la possibilità di introdurre animali. È opportuno, poi, controllare che non ci siano divieti o limitazioni alla circolazione degli amici a quattro zampe nelle aree comuni.
Questa accortezza va presa sia nel caso in cui il contratto sia stipulato direttamente con un soggetto privato, sia nel caso in cui sia stipulato con un'agenzia specializzata.

La cosa migliore sarebbe quella di far risultare direttamente nel contratto di affitto la presenza dell'animale: questo per tutelare sia l'affittuario sia il proprietario dell'immobile per gli eventuali danni. Chi è provvisto di un'assicurazione sulla responsabilità civile per i danni provocati da animali di certo sarà più facilmente bene accetto.